doocenti.it

DS: ECCO COME VALUTA LE MAD LA SCUOLA

Secondo gli artt. 5 e 6 del Regolamento delle supplenze, approvato con D.M. 13 giugno 2017, il Dirigente Scolastico deve rispettare un determinato iter nella valutazione delle graduatorie di istituto.

Ad ogni classe di concorso corrispondono due graduatorie: le GaE e le graduatorie di istituto; prima di tutto, dovranno essere prese in considerazione le graduatorie ad esaurimento e poi le graduatorie di istituto.

Dopo aver seguito questo iter, se le GI saranno esaurite, il DS prenderà in considerazione le graduatorie degli istituti vicini a livello provinciale; in ultima istanza, terminate tutte le graduatorie a livello provinciale, subentra la valutazione da parte del Dirigente Scolastico della domanda di messa a disposizione. Inviarla, quindi, rappresenta una possibile opportunità di lavoro, privarsene corrisponde automaticamente a rinunciarci.

Quali sono i criteri di valutazione per la Mad scuola?

Ovviamente, se il DS convoca dalle graduatorie ciò che realmente valuterà è la posizione del docente in graduatoria. Diversa è invece la situazione per chi decide di inoltrare la propria candidatura tramite la domanda di messa a disposizione.

Dopo esservi accertati di aver inviato la domanda di messa a disposizione correttamente, in quanto qualsiasi errore commesso porterà all’esclusione della propria candidatura, cerchiamo di capire cosa effettivamente potrebbe valutare il DS.

Sicuramente farà riferimento al portfolio professionale del docente esaminato. Partendo dal presupposto che entrambi gli aspiranti supplenti sono in possesso dei CFU necessari per accedere ad una determinata classe di concorso, ciò che farà la differenza saranno gli eventuali titoli culturali conseguiti durante il percorso di formazione.

La formazione del docente risulta importante, perché a parità di titolo subentreranno diversi altri fattori, ad esempio la legge 107 n. 2015 ha introdotto la formazione obbligatoria per i docenti di ruolo, sottolineando l’importanza di questi campi:

  • lingue straniere;
  • competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
  • scuola e lavoro;
  • autonomia didattica e organizzativa;
  • valutazione e miglioramento;
  • didattica per competenze e innovazione metodologica;
  • integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;
  • inclusione e disabilità;
  • coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile.

Il docente supplente quindi non può esimersi da un processo continuo di formazione, in particolare sulle lingue straniere e sulle competenze digitali; proprio su quest’ultima, la ministra Fedeli si è soffermata più volte, ritenendo che la scuola non può indietreggiare di fronte ad un processo di digitalizzazione già in atto nella nostra società.

Per migliorare le tue competenze, iscriviti ad uno dei nostri master o corsi.