doocenti.it

IL GIOCO COME STRUMENTO PER L’APPRENDIMENTO

Il gioco non deve essere visto solo come momento ludico, ma come un vero e proprio momento di formazione. È il contesto in cui si muove il bambino ad essere di gioco e quindi anche di stimolo. Guardano con occhi interessati tutto ciò che li circonda e proprio per questo i genitori e gli insegnanti devono essere bravi ad incuriosirli.

Si apprende durante il gioco, perché si innescano numerose attività sensoriali. Il gioco diventa scuola: i suoi sensi, le sue emozioni e il suo cervello si sviluppano.

Il bambino deve essere accompagnato e guidato nel mondo della conoscenza. Questo luogo o meglio questo non luogo per eccellenza è la scuola, tempio del sapere. Qui gli educatori devono essere orientati ad offrire non solo più attività ludiche possibili, ma anche diversificate tra loro: giochi simbolici, di costruzione o caratterizzati da regole.

Tutto deve essere percepito in un continuo stimolo, dove tutto scorre e nulla si arresta. Anche i genitori dovranno supportare queste attività, portando i propri figli in spazi chiusi o all’aperto per farli giocare. Il bambino inoltre avrà dei suoi momenti in cui giocherà da solo e altri con i suoi amici, in questo modo il bambino imparerà ad imparare, perché svilupperà tutta una serie di abilità, come la capacità di interagire con il mondo.

Imparare ad imparare è una meta abilità

In uno studio condotto dall’insegnante Claudia Valentini si legge: ‘Nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria le proposte di didattica metacognitiva possono essere quindi veicolate principalmente attivando tecniche del gioco e mediante un approccio ludico progressivo alla finalità di autoregolazione cognitiva. La più efficace modalità di realizzazione della didattica metacognitiva, sembra l’approccio autoregolativo, nel quale gli allievi vengono aiutati nel processo di riconoscimento delle abilità necessarie allo svolgimento di compiti di apprendimento ed incoraggiati alla scelta ed alla più produttiva applicazione di adeguate strategie operative’.

Sia gli insegnanti che i genitori non devono sottovalutare il gioco e quindi devono essere molto scrupolosi e attenti a scegliere quali attività svolgere. Puntare a giochi completi sembra essere il primo passo verso una giusta direzione.

Variabile da prendere in considerazione è l’automotivazione al gradimento. I bambini potrebbero apprezzare determinate attività ed esprimerlo attraverso linguaggi non verbali, in quel caso, i genitori dovranno essere molto attenti a captare questi segnali.

Questo aspetto è molto importante se si considera che le esperienze che rimangono più facilmente impresse sono quelle mosse da vivo interesse.