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Messa a Disposizione come funziona

La domanda di Messa a Disposizione è uno strumento che permette agli aspiranti docenti di entrare nel mondo della scuola, ricoprendo supplenze sul medio o lungo periodo.

Ma come funziona la Messa a Disposizione? Qual è l’iter che una MAD segue?

Il processo di una MAD si compone di diverse fasi che si susseguono e si concatenano tra loro, culminando – nei casi più fortunati – con una chiamata dalle scuole.

Messa a Disposizione come funziona: la stesura

Il primo passo che bisogna compiere è appunto la stesura della domanda di Messa a Disposizione. Questa, sebbene sia una candidatura spontanea e informale, va redatta seguendo precise indicazioni che se non osservate potrebbero renderla non conforme e quindi non valida.

Anzitutto, dopo aver inserito l’anno scolastico per il quale ci si candida, si parte compilando il campo dell‘anagrafica, con tutti i dati personali, poi si indica il grado di istruzione (e nel caso si scelga la scuola secondaria di II grado, si indicano le classi di concorso, alle quali il proprio titolo dà accesso) e si prosegue indicando la tipologia della propria MAD (su posto classico, sul sostegno, personale ATA ecc.). Si chiude la compilazione con l’inserimento dei propri titoli accademici e delle esperienze che si ritengono utili al fine del proprio profilo di insegnante.

Messa a Disposizione come funziona: l’invio

Compilata la propria Domanda di Messa a Disposizione si procede con l’invio.

Questo non ha limiti di tempo, né l’invio della MAD in una regione esclude la possibilità di inoltrarla in altre. Nel corso dell’anno scolastico se ne possono inviare quante se ne desidera.

L’invio può essere effettuato in molte maniere, ma per lo più si preferisce utilizzare la mail normale. Alcuni invece preferiscono inviarla via PEC, ma l’invio tramite posta elettronica certificata non è proprio la soluzione migliore (come abbiamo spiegato in questo articolo)

Però, per quanto riguarda l’invio, sono da tenere presenti 2 restrizioni

La prima è che alcune scuole – molto poche in realtà – hanno delle pagine web dedicate per inoltrare le domande di Messa a Disposizione e spesso e volentieri permettono l’invio solo entro un certo lasso di tempo.  Ciò dipende da un’autonoma politica di gestione delle MAD che le scuole in questione hanno scelto di adottare.

La seconda riguarda invece l’invio della MAD Sostegno. Al riguardo il MIUR ha emanato una nota che ne limita l’invio a una sola provincia, questo per garantire la continuità didattica su incarichi delicati come quelli di Sostegno. Però essendo solo una nota, non è del tutto vincolante.

Messa a Disposizione come funziona: la scuola

Una volta inviata la MAD, questa giunge alla casella postale delle segreterie dei vari istituti nei quali si è deciso di inviarle, gli addetti di segreteria archiviano i curricula degli aspiranti supplenti e li passano al dirigente scolastico.

Quest’ultimo, dopo averli vagliati, in caso di necessità, si metterà in contatto direttamente con gli aspiranti docenti.

Messa a Disposizione come funziona: la chiamata

Quando si riceve una chiamata da una scuola, se si accetta la proposta si stipula un contratto a tempo determinato. La supplenza può variare da pochi giorni all’intero anno scolastico: la casistica è molto particolareggiata.

Quello che è importante sapere è che una supplenza così ottenuta dà punteggio in graduatoria. Il calcolo dei punti maturati avviene in questo modo: ogni 16 giorni si matura 1 punto, fino a raggiungere un massimo di 12 punti (da 166 giorni a un anno).

Dunque, la domanda di Messa a Disposizione non solo rende possibile un contatto diretto con il mondo della scuola, ma anche di maturare punteggio ed esperienza utili per la propria carriera di insegnante e per ottenere posizioni in più nelle graduatorie.

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