doocenti.it

PENNAC: GLI STUDENTI NON LEGGONO SEGUONO L’ESEMPIO DEI DOCENTI

Daniel Pennac, insegnante e scrittore francese, ha affrontato un tema particolarmente caro al corpo docenti, ovvero la diffusione della lettura tra le nuove generazioni. Il concetto di abituarsi a leggere libri, di avventurarsi in nuovi mondi e in nuove realtà semplicemente aprendo un libro sembra ormai desueto, lontano dai nostri giorni.

Un libro, gli insegnanti lo sanno, è molto di più: non è semplicemente un accumularsi di fogli ben disposti, ma rappresenta una nuova conoscenza, un nuovo viaggio verso l’ignoto.

Già l’odore della carta, il tatto che viene percepito sfogliando pagine e pagine sembra un’idea vaga e ormai perduta nel mondo dell’editoria. Tutto è online, tutto si ritrova su internet e proprio qui, sui diversi dispositivi mobile, si leggono i libri; per molti questa sembra essere la principale responsabilità del calo d’interesse nei confronti dell’editoria, per Daniel Pennac, voce contro corrente, non è così.

Daniel Pennac: ecco perché non si legge più

Daniel Pennac durante il Festival della Letteratura di Mantova spiega il perché gli studenti non leggono più: ‘L’unica ragione per cui dei ragazzi scolarizzati non leggono è che i loro professori non sono in grado di condividere con loro le proprie letture e perché non sono in grado di condividere con i loro ragazzi le loro letture? Perché non leggono. Perché leggono soltanto libri specializzati, tecnici, sulla propria materia. E i professori di lettere? Dagli anni Sessanta agli anni Novanta, per trent’anni, non si sono interessati che allo strutturalismo, alla semiotica e a tutto ciò che era teoria della Letteratura. Non leggevano letteratura, leggevano meta-letteratura e avevano anche il coraggio di dire ai ragazzi che erano loro a non leggere. Che idioti…’.

Gli insegnanti quindi sarebbero troppo concentrati a leggere libri tecnici, specializzati. Con Pennac viene depotenziata quindi l’ipotesi che la scarsa volontà di lettura nasca dalle molteplici distrazioni del presente: tv, ma soprattutto dello smarthphone.

Pennac, inoltre, quasi ironizzando ritiene che bisognerebbe contestualizzare bene la domanda sul perché i giovani non leggono più: ‘Rispetto a quando? Rispetto a dove?’ Non si può quindi generalizzare senza avere dati alla mano.

Questo è il suo pensiero in merito alla letteratura di oggi: ‘Nonostante questa interessante auto-vittimizzazione del mondo letterario direi che c’è al contrario una iper produzione, un’inflazione delle pubblicazioni, poi, sia chiaro, non è che tutto quello che si pubblica sia letteratura, molto spesso è persino difficile considerarli libri. Hanno la forma dei libri, ma non c’entrano nulla e in più hanno trasformato gran parte dei librai in magazzinieri, sormontati da queste montagne di libri che non sanno più dove mettere e la gente fa quel che può per leggere’.