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SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO: COME SI DIVENTA INSEGNANTI DI SOSTEGNO?

In questi giorni il Ministro dell’istruzione Bussetti e il suo team sono al lavoro per normare e rendere operative le modifiche al percorso per l’abilitazione all’insegnamento sia su posto comune, sia su posto di sostegno.

Delle modifiche alla vecchia normativa FIT e delle prove concorsuali, previste dal Ministro e discusse in questi giorni nella legge di bilancio abbiamo parlato già in un altro articolo sul nostro blog. Se non l’hai già letto e sai interessato clicca qui.

Adesso parliamo del corso per la specializzazione sostegno. Chi vi potrà accedere? Quali saranno i requisiti richiesti? Come si svolgerà il percorso?
Sono queste le domande che tantissimi aspiranti docenti si pongono e alle quali vogliamo dare delle risposte con questo articolo.

SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO: I TITOLI RICHIESTI

Tra i titoli richiesti per conseguire la specializzazione sul sostegno abbiamo per la scuola primaria e infanzia:

  • laurea in Scienze della formazione primaria
  • diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02

per la scuola secondaria di I e II grado

  • SIS
  • COBASLID (per la scuola secondaria)
  • Diplomi accademici di II livello AFAM per l’insegnamento dell’Educazione musicale o dello Strumento
  • Diploma di Didattica della Musica (ex lege 268/2002);
  •  Concorsi per titoli ed esami indetti antecedentemente al DDG 82/2012;
  •  Concorso per titoli ed esami indetto con DDG 82/2012 (per coloro che, con l’assunzione, hanno conseguito l’abilitazione con questo concorso)
  •  Sessioni riservate di abilitazione (D.M. 85/2005, D.M. 21/2005, D.M. 100/2004; O.M.  153/1999, O.M. 33/2000, O.M. 3/2001, ecc.)
  •  Titoli professionali conseguiti all’estero e riconosciuti abilitanti per l’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’Istruzione
  •  TFA
  •  PAS

Quindi sostanzialmente, l’accesso al corso di specializzazione sostegno sarà possibile ai docenti già in possesso dell’abilitazione. Appare quindi chiara la volontà del MIUR di normalizzare in prima istanza i docenti già abilitati, che da molto tempo hanno un impiego precario e successivamente immettere nel sistema scuola le nuove leve.

SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO: MANCANO INSEGNANTI DI SOSTEGNO

Permettere l’accesso a questo primo ciclo di specializzazione sostegno solo ai docenti già in possesso di abilitazione, non sembra a molti una decisione giusta e conveniente. Infatti, è ormai noto da tempo il problema della scarsezza di insegnanti specializzati in tutta Italia e limitare la formazione ai soli abilitati non permetterebbe di sicuro di far fronte a questa carenza.

Perciò il CSPI (Consiglio Superiore Pubblica Istruzione) ha chiesto che ai corsi di specializzazione vengano ammessi, oltre ai docenti già abilitati, anche i docenti con 36 mesi di servizio e i laureati in possesso dei 24 CFU.

Se questa richiesta venisse accolta, allora sarebbe possibile formare un grande numero di docenti specializzati che potrebbero prendere subito servizio.

SPECIALIZZAZIONE SOSTEGNO: PROVA D’ACCESSO E SVOLGIMENTO DEL PERCORSO

Il percorso di specializzazione sul sostegno, come si legge nella bozza del decreto, verrà indetto dagli Atenei Italiani al più presto.
Prima di accedere al percorso, i candidati saranno tenuti a sostenere una prova preliminare che consisterà in un test scritto di 60 domande a risposta multipla (una risposta esatta, su cinque alternative).  La durata complessiva del test sarà di 2 ore.
Per quanto riguarda gli argomenti sui quali verterà il test, bisogna aspettare la pubblicazione di un bando o statale o dell’Ateneo di riferimento, ma nel decreto si legge che un terzo del test (20 domande) verterà sulla comprensione della lingua italiana.

Sulla base dei risultati di questo test sarà stilata una graduatoria e verranno ammessi al corso un numero di candidati pari a quello dei posti disponibili.
Il percorso di specializzazione si dovrà completare entro il 30 giugno dell’anno accademico nel quale è stato bandito e permetterà di sostenere le prove per il concorso d’abilitazione.

Ricordiamo però che questo è quello che si deduce dalla bozza del Decreto, non è il testo definitivo, quindi il tutto potrebbe subire delle variazioni! Nel caso dovesse accadere, te lo comunicheremo subito!