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TFA Sostegno, cosa serve al candidato per le prove preselettive

Concorso Scuola Straordinario 2019

Ritorniamo ancora sul TFA Sostegno, le date delle prove preselettive sono ormai vicine. Infatti, nella giornata del 15 aprile si svolgeranno le prove per il sostegno nella scuola dell’infanzia (la mattina) e primaria (il pomeriggio); mentre il 16 aprile toccherà alla scuola secondaria di I grado (mattina) e a quella di II grado (pomeriggio).

 

Basandoci su alcuni bandi delle università abbiamo deciso di illustrare cosa servirà – in linea generale – al candidato che si presenta al TFA Sostegno per svolgere la prova; però è sempre bene consultare il bando della propria università, nella sezione “obblighi del candidato”, poiché procedure potrebbero risultare leggermente diverse.

 

In seguito alla verifica da parte del candidato dei suoi requisiti d’accesso al TFA Sostegno e alla sua presentazione della domanda di partecipazione alle prove preselettive, questo dovrà presentarsi, nel giorno e nell’ora indicati dal bando universitario dell’università di riferimento al fine dell’appello.

 

La mancata presenza all’appello è considerata come rinuncia. 

 

Il candidato che si presenta ai test selettivi è tenuto a portare con sé un documento di riconoscimento in corso di validità e la ricevuta di avvenuto pagamento della tassa d’iscrizione al test.

TFA Sostegno, regole di svolgimento della prova

Il candidato che sostiene la prova preselettiva deve utilizzare esclusivamente la penna nera, compilare la scheda relativa alla sua anagrafica e, al termine della prova, consegnare tutto il materiale ricevuto alla Commissione.

 

È proibito rivolgersi verbalmente o anche per iscritto ad altri candidati, pena l’annullamento della prova e l’esclusione dal percorso preselettivo; è possibile invece, rivolgere domande direttamente alla Commissione.

 

Altresì, è vietato introdurre nelle aule della prova appunti, testi e altri supporti e si può lasciare l’aula solamente dopo un’ora dall’inizio della prova.

TFA Sostegno, perché regole cosi rigide?

La rigidità di questi concorsi non stupisce, data la complessità e la delicatezza degli incarichi di sostegno. Una prova preselettiva impostata in questa maniera serve – nella nostra opinione – a scremare tutti i docenti meno motivati e meno preparati ad affrontare il corso di Specializzazione sul Sostegno  e poi a proseguire la carriera come docenti specializzati.

 

È strettamente necessario, per la Scuola Italiana, formare nuovi docenti specializzati che vadano a coprire tutte le cattedre di sostegno attualmente vacanti; il Governo ha più volte ribadito la necessità di formare ben 40.000 insegnanti di sostegno nei prossimi 3 anni, dato il forte scarto tra numero il di incarichi di sostegno disponibili e insegnanti di sostegno.

 

Per ora l’alternativa che hanno le Scuole è quella di assegnare tali incarichi, che non possono rimanere scoperti, anche a insegnanti e aspiranti insegnanti sprovvisti di abilitazione sul sostegno, ma che comunque hanno presentato domanda di Messa a Disposizione Sostegno.

 

Infatti, la fluidità della domanda di Messa a Disposizione consente ai dirigenti scolastici di assegnare supplenze in tempi molto rapidi e andare a colmare quei posti, come gli incarichi di sostegno, lasciati scoperti.

 

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