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TROVARE LAVORO CON UNA LAUREA IN GIURISPRUDENZA

Tra i dubbi atroci che accompagnano lo studente prima, durante e dopo l’iscrizione all’università, ce n’è sicuramente uno che è tra i più insistenti. Ovvero, l’universitario teme per la spendibilità della sua laurea sul mercato del lavoro.

Il dubbio cresce se la laurea è in giurisprudenza, visto il numero di iscritti che ogni anno la facoltà miete in tutta Italia e la mancanza di test di sbarramento.

L’avvocato può partecipare a diversi concorsi nel settore pubblico, infatti, spesso si richiede la laurea in giurisprudenza, in primis, per il concorso in magistratura, per il concorso per notaio e più in generale per le selezioni indette dal ministero della giustizia; in questo senso, vi invitiamo a consultare periodicamente il sito alla sezione concorsi.

Nel settore privato la laurea in giurisprudenza: quali declinazioni

Concluso il ciclo universitario, non tutti riescono a conseguire l’abilitazione forense, da qui nascono forti insoddisfazioni da parte di chi ha speso almeno cinque anni della propria vita a coronare il proprio sogno, ovvero quello di diventare avvocato.

I laureati in giurisprudenza con una forte attitudine al problem solving, sono ricercati anche nel settore privato come ad esempio in quello bancario; in realtà anche le nuove professioni digitali permettono di poter collaborare con aziende e portali.

Il consiglio è però di conseguire un master per poter specializzarsi in un determinato settore ed essere così molto competitivi sul mercato del lavoro. Il master vi consentirà di avere quel quid in più che le realtà imprenditoriali ricercano.

Insegnare con la laurea in giurisprudenza

Chi ha una spiccata propensione all’insegnamento può optare per questo percorso con la laurea in giurisprudenza. Qui bisogna prima di tutto capire se si hanno tutti i crediti formativi (CFU) necessari per accedere alla propria classe di concorso; in caso contrario dovrete rimboccarvi le maniche e sostenere gli esami mancanti. Lo step successivo sarà l’abilitazione che ad oggi viene conseguita accedendo al FIT (formazione iniziale tirocinio).

La classe di concorso per la quale si concorre era la 19/A, ovvero Discipline giuridiche ed economiche, che corrisponde ora alla A-46, secondo la nuova riforma sulle cdc. Per capire se il vostro piano di studi coincide con le materie indicate nella cdc A-46, potete consultare la pagina dedicata alle classi di concorso.

L’insegnante laureato in giurisprudenza può inviare la domanda di messa a disposizione per supplenza ma anche come commissario esterno per l’Esame di Stato.